SOVRANITA' ALIMENTARE, ETICA DEI PROCESSI, ESTETICA DEI PAESAGGI


La sovranità alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti nutritivi e culturalmente adeguati, accessibili, prodotti in forma sostenibile ed ecologica”. E’ la Dichiarazione di Nyiéléni sottoscritta in Mali nel 2007 da 500 rappresentanti di oltre 80 paesi del mondo facenti parte di organizzazioni contadine ed altre associazioni e che segna una vera svolta verso la definitiva presa di coscienza su come affrontare il problema della fame nel mondo.

Dando uno sguardo alla storia, l’evoluzione umana -come ha testimoniato la Prof.ssa Maria Gemma Grillotti Di Giacomo, docente di Geografia dell’agricoltura e dei mercati alimentari a un meeting donne in campo - ha subito quattro rivoluzioni agricole. La prima nel Neolitico quando l’uomo abbandona il nomadismo, comincia a produrre e diventa stanziale; la seconda quando l’umanità supera i condizionamenti della natura con l’avvicendamento e le rotazioni colturali, l’importazione di nuove cultivar dal nuovo mondo. Nella terza, avvenuta nell’era moderna, l’agricoltura sembra doversi ‘liberare’ dai condizionamenti della natura e l’uomo si illude di poter coltivare tutto dappertutto. Si assiste all’industrializzazione del settore primario e al superamento dei ritmi e dei cicli biologici”.

“E’ così – continua la Grillotti De Giacomo - che ci si affaccia al III millennio con la consapevolezza di dover ripristinare un sano ed equilibrato rapporto con l’ambiente, tutela della biodiversità, produzioni di nicchia, tecniche tradizionali, valorizzazione dei paesaggi rurali storici, passare insomma dallo stress e desertificazione dei suoli alla valorizzazione dei paesaggi e dei prodotti tipici”.

Il primato italiano nel mondo –ha concluso Grillotti Di Giacomo - è giustificato dal connubio tra cultura e natura: la molteplicità dei microambienti, delle soluzioni ingegneristiche, pedologiche ed idrauliche; la varietà delle culture locali: dai borghi ai villaggi, dalle ville e giardini alle grandi residenze di campagna; la bellezza dei campi coltivati ricavati su suoli acclivi e pianeggianti anche negli ambienti naturali più ostili (bonifiche e terrazzamenti); la ricchezza delle produzioni tipiche tradizionali. E’ dal Genius Loci, dal territorio che bisogna ripartire per valorizzare i nostri prodotti”.

L’agricoltura italiana è visione del mondo, è paesaggi inimitabili, è bellezza, è salute, è etica dei processi. E’ un’agricoltura che è perno principale di un modo d’essere e di una sapienza individuale e collettiva apprezzato nel mondo al punto da farne un marchio, il made in Italy, ma che in verità è oltre, molto molto di più di un marchio’.

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