Nuove audizioni alla Camera sul PNRR. L’appello: utilizzare risorse per servizi in aree rurali e filiera tessile sostenibile
Roma, 1 feb – L’imprenditoria agricola femminile sia al centro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questo il messaggio lanciato da Donne in Campo-Cia, nel corso delle audizioni sul Recovery Plan che si sono tenute oggi in Commissione Agricoltura alla Camera.
Per Donne in Campo-Cia, infatti, sebbene siano positive le misure trasversali del PNRR sulla parità di genere, “è urgente un maggiore impulso, con progetti e risorse, proprio sui settori con alta percentuale di occupazione femminile -ha spiegato la presidente Pina Terenzi- come l’agricoltura”. Chiesti, in particolare, investimenti mirati al miglioramento dei servizi sociali nelle aree interne, dagli ospedali ai presidi territoriali sociosanitari, dagli asili al sostegno ai disabili, fino alla banda larga diffusa. Interventi in grado di agevolare lo sviluppo imprenditoriale femminile, supportando il mondo delle donne, soprattutto delle comunità rurali, nell’assistenza a minori, anziani e disabili “attraverso attività multifunzionali come gli agri-nidi, le fattorie sociali e didattiche”.
Ma la centralità delle donne nella ripresa in chiave sostenibile e innovativa, ha ricordato l’Associazione di Cia, passa anche per il contributo attivo delle imprenditrici agricole nella lotta ai cambiamenti climatici, nella riforestazione e nel ripristino della biodiversità, nella produzione di piante per l’industria farmaceutica ed erboristica, nella cura del paesaggio come nel recupero dei territori degradati, in linea con le strategia Farm to Fork e Biodiversity del Next Generation EU.
“Il PNRR rappresenta una grande opportunità -ha aggiunto Terenzi- anche per sostenere, finalmente, progetti di ricerca sulla filiera tessile sostenibile, per la produzione, quindi, di fibre vegetali destinate ai tessuti e di piante tintorie per la colorazione naturale. Le risorse del Recovery Plan diano linfa alla ricostruzione di quel primo anello della catena della moda Made in Italy che ha dimostrato grandi potenzialità, sin dal lancio del progetto sugli Agritessuti di Donne in Campo-Cia”.