FAME NEL MONDO: I DIRITTI DELLE AGRICOLTRICI SNODO CRUCIALE


L’agricoltura è garanzia di sopravvivenza per la popolazione mondiale: milioni di piccoli produttori agricoli coltivano l’80% della terra arabile disponibile, sfamando così un terzo dell’umanità. Eppure, tre quarti delle persone affamate del pianeta sono proprio piccoli agricoltori, gran parte dei quali è costituita da donne. In tutte le “regioni in via di sviluppo”, così come in quelle sviluppate, le donne hanno un ruolo cruciale in agricoltura e nella produzione di cibo. Esse sono in prima fila nella raccolta dell’acqua e della legna, ma anche nei programmi di conservazione del suolo e nel tramandare le conoscenze tradizionali sull’uso medico delle piante e sulla conservazione dei semi. Un patrimonio di sapere e competenze che le donne portano con sé anche quando migrano verso le città, contribuendo allo sviluppo dell’agricoltura urbana e suburbana, sempre più riconosciuta come vitale per la sicurezza alimentare delle città.

Il lavoro femminile rurale tuttavia resta largamente sottovalutato e non retribuito e spesso le donne subiscono discriminazioni che limitano il loro accesso alle risorse naturali (come terra, acqua, foreste), agli input agricoli, al credito e agli strumenti finanziari utili a sviluppare imprenditoria rurale. Nonostante quindi il ruolo cruciale che ricoprono all’interno dei rispettivi nuclei famigliari rurali, le donne contadine spesso non ricevono adeguato sostegno da parte delle istituzioni locali e nazionali, né sono sempre riconosciute come soggetti economici da coinvolgere nei programmi di sviluppo rurale, oltre a dover spesso affrontare discriminazioni nella proprietà ed eredità della terra.

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