MONTAGNA: L'AGRICOLTURA DELLE ZONE SVANTAGGIATE


Valorizzare l’agricoltura di montagna, un ambito per troppo tempo trascurato, per attivare un impegno che coinvolga i territori del nostro Paese, che per il 70 per cento è coperto da montagne! 

Le donne sono protagoniste della montagna e da loro è nata l’esigenza di una riflessione condivisa su questa agricoltura, troppo spesso, e a torto, considerata marginale. L’agricoltura di montagna infatti ha tanto da insegnare all’agricoltura di pianura soprattutto in termini di integrazione con l’ambiente, di molteplicità di funzioni, di resistenza alle avversità ambientali ed economiche. Il suo ruolo di manutenzione del territorio e di attrattività, va riconosciuto e valorizzato: l’importante lavoro di presidio e manutenzione che gli agricoltori di montagna svolgono costituisce una garanzia di sicurezza anche per la pianura.

Le culture montane e gli antichissimi miti vedono il bosco e la selva assumere ruoli profondi nell’inconscio collettivo e l’orto, l’addomesticamento degli animali e delle erbe selvatiche è pertinenza delle donne da sempre. Pertanto, il rapporto originario con l’agricoltura è molto legato al femminile. Le donne per secoli hanno tramandato le culture popolari, narrando la sera davanti al camino ai ragazzi le storie antiche (filò). Grazie alla loro tenacia, la montagna è rimasta viva. Sui monti si assiste ancora a molteplici forme di scambio e di assistenza gratuita tra agricoltori, anche di tipo culturale.

L’abbandono da parte degli agricoltori mette a rischio i boschi e gli equilibri ecologici e pertanto è importante portare l’attenzione su questi temi.

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