CIA BASILICATA: PER L’ 8 MARZO BANDITO IL PREMIO DONNE IN CAMPO


La Cia Basilicata, di intesa con Donne in Campo, in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, ha promosso l’edizione 2008 del Premio Donne in Campo.Il Premio si articola in tre sezioni: sezione impresa, rivolto a donne con esperienza imprenditoriale che si distingue per creatività, rispetto dell’ambiente, attività multifunzionali, valorizzazione prodotti di qualità; sezione informazione, riservato a giornaliste e collaboratrici di periodici; sezione ricerca, per donne che si siano distinte nel settore della ricerca scientifica. La partecipazione al Premio avviene su autosegnalazione o su segnalazione di persone fisiche, giuridiche, enti, ecc.

Sui temi specifici che riguardano le condizioni di vita e lavoro in agricoltura, di fronte ad uno stato attuale di continua perdita di risorse umane nel mondo agricolo, di un invecchiamento evidente e preoccupante e con un ricambio generazionale insufficiente, la scelta di un numero importante di donne di gestire e costruire imprese agricole -afferma Donne in Campo- va considerato nelle sue potenzialità innovative. Sottovalutarlo e non sostenerlo con adeguati provvedimenti legislativi e culturali comporterebbe notevoli costi sociali ed economici.

Donne in campo, quindi, rileggono e reinterpretano il ruolo dell’agricoltura italiana rivendicando sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell’ambiente, creatività ed innovazione, difesa delle tradizioni e delle culture locali.

Le donne riaffermano così la centralità imprenditoriale che è il perno sul quale ruota lo sviluppo agricolo, il fattore umano come valore economico da incrementare perché la competitività non è garantita dalla struttura aziendale, ma dalla capacità di organizzarla e gestirla.

E’ per questo che le imprenditrici della Cia hanno deciso l’8 marzo di scendere nelle piazze, di promuovere iniziativeper presentarsi alla società e ai cittadini e per mostrare insieme i propri prodotti e servizi, spiegando i processi produttivie le loro culture territoriali.

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