COSTITUITA L’ASSOCIAZIONE DONNE IN CAMPO EMILIA ROMAGNA


Si è costituita, il 7 maggio scorso, l’Associazione Donne in Campo dell’Emilia Romagna. Sofia Trentini, imprenditrice agricola di Ferrara, è il nuovo presidente regionale dell’associazione della Cia che si occupa delle politichefemminili nel settore primario e che intende valorizzare il lavoro delle donne imprenditrici.L’ha eletta l’assemblea delle delegate alla presenza del presidente della Cia Emilia Romagna Nazario Battelli e del presidente nazionale di Donne in Campo Mara Longhin. La Trentini era già coordinatrice regionale, ruolo che ricopriva dal dicembre 2006.

“Ho sempre desiderato capire le esigenze, ciò che pensavano le imprenditrici e le donne che da sempre sono impegnate totalmente nell’azienda agricola familiare -ha affermato la Trentini- problematiche di donne e di imprenditrici che avevano ed hanno le stesse finalità, gli stessi obiettivi,lo stesso desiderio di vivere sulla loro terra, con le loro famiglie, per il proprio ed altrui benessere, per ottenere un reddito dalle proprie aziende chepermetta loro di vivere degnamente con la stessa considerazione sociale di altri settori”.

Il neo-presidenteha rimarcato il ruolo delle imprese “al femminile” che vogliono mantenere, per quanto possibile, le tradizioni, preservando il territorio e l’ambiente, utilizzandoli in modo adeguato e rispettoso. Per la Trentini, inoltre, è ancora poca la presenza delle donne negli organi decisionali del mondo associativo e agricolo.

“La strada da percorrere per contribuire con una propria visione nella gestione dell’impresa agricola, o per incidere in temi determinanti della società, per le donne è tutta in salita -ha sottolineato-anche se ci sono gruppi attivi di imprenditrici e funzionarie che organizzano convegni, mercati di vendita diretta, fiere, seminari, corsi di formazione e varie iniziative pubbliche oltre a rispondere alle problematiche poste da imprenditrici o da donne che ambiscono diventarlo”.

La Trentini ha inoltre ricordato quanto sia sempre stata elevata la presenza delle agricoltrici e delle imprenditrici agricole e quanto sia indispensabile il lavoro delle donne nelle aziende agricole, sia nel ruolo di titolare che di coadiuvante.

“Chi analizza il fenomeno dell’imprenditoria agricola femminile non può non notare la diversa motivazione di fare impresa -spiega-c’è chi ha ereditato l’azienda di famiglia, chi si è trovata a gestire l’azienda per la necessità di avere un altro reddito familiare esterno da parte del capo famiglia, chi ha deciso di mettersi alla prova e sperimentare nuove idee per avere un reddito agricolo dell’impresa familiare attraverso, ad esempio, la multifunzionalità. Ma c’è anche chi ha avuto la vera e propria voglia di svolgere un’ attività in agricoltura preservando le tradizioni, recuperando antichi modi di coltivare gli orti, di vinificare, di trasformare il latte”.

La crisi dell’agricoltura, secondo la Trentini, è arrivata anche con la radicale trasformazione della famiglia rurale “che nonè più e solo impegnata, in termini di occupazione, con tutti i suoi componenti ad un ciclo chiuso aziendale, ma che ha diversificato l’attività lavorativa in altri settori all’esterno dell’agricoltura, modificando anche l’impegno della donna al suo interno”.

Le aziende dell’imprenditoria femminile rurale vivono, tuttavia, gli stessi disagi e le difficoltà nelraggiungere un reddito adeguato delle altre aziende. “Soffrono della inadeguata copertura finanziaria dei loro progetti -ha proseguito la Trentini- hanno difficoltà ad accedere al credito bancario ed ottenere garanzie, vivono ancora i disagi culturali di essere operatrici di un settore non sempre osservato attentamente, denunciano la rabbia di non essere considerate negli ambiti decisionali delle strutture operative, di essere dimenticate in tanti altri frangenti della loro vita lavorativa. Credo che il traguardo che raggiungiamo oggi di approvazione dello statuto di associazione Donne in Campo -ha concluso la Trentini-ci dia una consapevolezza importante di uniformità con tutto il sistema Cia e di essere riconosciute all’esterno dalle istituzioni pubbliche come una struttura che ha pari dignità con le altre”.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente regionale Cia Emilio Bertolini e l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Bologna Gabriella Montera.

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