DONNE IN CAMPO: GRANDE SUCCESSO A VIAREGGIO DELL’APPUNTAMENTO CON I CONSUMATORI


Le imprenditrici agricole chiedono più stato sociale. Al via il progetto agri-asili nella Provincia di Lucca su proposta Donne in Campo

Ha riscosso un grande successo di pubblico l’appuntamento di fine estate, giunto alla terza edizione, tra le imprenditrici agricole toscane e i cittadini, organizzato da Donne in Campo–CIA, che si è svolto il 19 e 20 settembre scorso sul prestigioso lungomare di Viareggio.

I prodotti di eccellenza dell’agricoltura toscana -vino, olio, frutta e ortaggi di stagione, salumi tipici, farine, miele, fiori, peperoncini etc.- hanno dato vita ad un mercato di filiera corta che si propone non solo di annullare le intermediazioni tra produttore e consumatore, ma anche di stimolare il cittadino a compiere un percorso di educazione alimentare, indirizzandolo verso un uso consapevole e non passivo degli alimenti.

Qualità, lavoro e fantasia, rispetto per l’ambiente, riscoperta delle antiche tradizioni e del ricco patrimonio delle identità alimentari locali, questo il mix di ingredienti portati in dote dalle agricoltrici che, attraverso i loro prodotti, testimoniano l’attivismo e l’operosità delle donne in campo agricolo, settore in cui riescono ad esprimere livelli qualitativamente altissimi.

L’evento ha avuto, anche quest’anno, il patrocinio di Provincia e Comune di Viareggio, la collaborazione del mercato dei fiori, della Fondazione Carnevale e della cooperativa Le Botteghe della Cartapesta che ha proposto nuovamente il laboratorio per la lavorazione della cartapesta, rivolto soprattutto ai bambini.

Nell’ambito dell’iniziativa si è svolto, presso la sala dell’APT in Piazza Mazzini, un incontro sul tema degli agri-asili, organizzato in collaborazione con la Commissione Pari opportunità della Provincia di Lucca.

“La possibilità di far crescere i bambini a contatto con la natura, rappresenta un servizio per tutta la popolazione delle zone e dei comuni limitrofi ed offre un percorso formativo che concorre a far crescere i piccoli ospiti con maggiore senso di responsabilità verso gli esseri viventi e la natura” ha affermato Eleonora Vanni, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lucca.

La creazione di agriasili – si è affermato- risponde a molte esigenze, che vanno dalla conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle persone al sostegno dell’occupazione femminile, dallo sviluppo di sistemi educativi improntati alla sostenibilità alla valorizzazione dell’imprenditoria agricola, che può trovare nuove forme di espressione e diversificazione della produzione, dall’incentivazione del ripopolamento nel territorio montano e rurale allo sviluppo delle sue risorse.

“L’Associazione Donne in Campo –ha ricordato Anna Maria Dini, Presidente dell’Associazione Toscana- ha individuato tra le sue priorità strategiche, l’impegno nello sviluppo del Welfare. Le donne – ha affermato- chiedono più stato sociale soprattutto nelle aree rurali. La carenza di asili, di scuole, di ospedali e presidi sanitari, di assistenza agli anziani pone l’Italia ai margini dell’Europa!

Le imprenditrici agricole offrono le loro aziende multifunzionali come risposta alle esigenze di un nuovo welfare e come nuova opportunità di crescita delle imprese agricole femminili e del loro mantenimento sul territorio rurale”.

Ernestina Tirinato della Cooperativa Sociale Contesto infanzia, nel descrivere l’intensa attività della Cooperativa a favore dei servizi all’infanzia, ha sottolineato l’impegno della Regione Toscana nel progetto dei “Nidi ragnatela”che, mettendo in collegamento diverse strutture, renderebbe più sostenibile l’impianto organizzativo ed il progetto educativo, ottimizzando le risorse ed omogeneizzando l’offerta di asili nido sul territorio.

La grave situazione italiana riguardo la copertura degli asili (circa il 5% su un piano nazionale) rispetto all’obiettivo del 33% che l’Unione Europea pone agli Stati membri, è stata ricordata da Serena Giudici, Coordinatrice nazionale Donne in Campo, nel suo intervento all’incontro. Questo dato, unito a quello dell’occupazione femminile che dovrebbe raggiungere il 60 per cento entro il 2010 e che invece vede l’Italia ferma al 46%, descrive una situazione difficile per le donne italiane e una delle principali cause della scarsa natalità del nostro paese.

La scelta strategica di sviluppare agri-asili sul territorio, si propone, quindi, di raggiungere una molteplicità di obiettivi: offrire un servizio alle aree più carenti di servizi, fornire la possibilità a chi vive nelle città di far crescere i propri figli in un ambiente sano e a contatto con la natura, imparando a rispettarla e ad amarla, offrire opportunità per le aziende femminili di mantenersi sul territorio rurale continuando ad fornire al tessuto economico italiano la loro straordinaria flessibilità, creatività e resistenza ai colpi della crisi economica.

Eleonora Vanni, nel concludere l’incontro ha espresso l’impegno della Provincia a porre in atto un’azione di monitoraggio sul territorio provinciale per fare il punto sulla copertura di asili e i bisogni della cittadinanza. Solo a questo punto –ha affermato- si potrà porre in atto un progetto pilota di agriasilo che possa essere un modello da replicare.

Visite: 812