DONNE IN CAMPO TRENTO


L’assessore alle Pari opportunità Iva Berasi all’inaugurazione del laboratorio

“Coltiviamo l’agricoltura per raccogliere il futuro”. È con questo slogan che Donne in Campo di Trento riassume la propria identità e la propria proposta. Un nome, Donne in Campo, per dire donne agricoltrici ma per dire anche “ci siamo anche noi e vogliamo contare di più”. Del resto, che la presenza femminile in un settore che sta vivendo una grave e profonda crisi strutturale rappresenti una risorsa chiave, è un dato difficilmente confutabile. La crescente affermazione di imprenditrici agricole, il loro apporto di idee e di proposte possono contribuire ad una svolta in grado di aprire all’agricoltura nuove e più incoraggianti prospettive. Di questo ne sono profondamente convinte anche le donne dell’associazione trentina che il 14 novembre, alla presenza dell’assessore alle pari opportunità, Iva Berasi, hanno iniziato presso la CIA un corso di formazione volto a valorizzare le loro potenzialità, in vista di una crescita personale e professionale, e ad acquisire una maggiore consapevolezza del proprio status e dei propri diritti. Il corso – denominato Laboratorio Donne in Campo – nasce da un progetto che si è classificato al primo posto tra le dieci iniziative ammesse a contributo sulla legge provinciale 14/93.

L’iniziativa segue di pochi giorni alla costituzione, promossa dall’Assessorato provinciale alle Pari opportunità, di un gruppo di lavoro al quale partecipano le rappresentanze femminili di Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura. L’obiettivo è quello di iniziare un percorso di sostegno alle donne che nel nostro territorio si dedicano all’attività agricola per consentire loro di avere quella visibilità che spesso manca, nonostante il forte impegno e la centralità della loro attività per il mondo agricolo, nonché per valorizzare il ruolo femminile nel mondo rurale.“La presenza femminile in agricoltura – ha ricordato l’assessore Berasi - oltre a rivestire un importante tassello a livello di produzione agricola, svolge una funzione essenziale per mantenere vivo il territorio rurale. Se le donne se ne vanno dalla campagna, l’agricoltura muore. Impegnarsi per sostenere la presenza femminile in tale settore è dunque fondamentale per promuovere uno sviluppo locale dove ambiente, biodiversità, patrimonio culturale e qualità della vita siano parole chiave”. Un primo impegno che il gruppo di lavoro ha deciso di portare avanti riguarda la richiesta di una rappresentanza femminile nei luoghi di decisione istituzionale a partire dal Tavolo Verde. Non solo: “All’interno del Piano di sviluppo rurale provinciale – ha affermato l’assessore Berasi - vanno trovate risorse per le aziende condotte da donne”. Attualmente le donne rappresentano un terzo (37 per cento) della popolazione agricola attiva europea. Le troviamo presenti specialmente in attività innovative, come ad esempio nell’agriturismo, nelle fattorie didattiche, nel settore biologico, nelle produzioni di nicchia, nell’ortofrutta e nella vitivinicoltura, dove sono sempre più apprezzate (non a caso è una donna ad aver ottenuto quest’anno il titolo di miglior sommelier italiano). Sebbene il numero delle aziende agricole in rosa sia in crescita, ad oggi solo un’azienda su sei in Trentino è diretta da una donna e la maggioranza di queste sono di piccole dimensioni. Tra le imprese registrate all’Archivio provinciale delle imprese agricole, si contavano alla fine dello scorso anno 1.244 imprenditrici, il 13,8 per cento del totale. Le donne che decidono di impegnarsi in agricoltura lo fanno con la convinzione di poter assumere un ruolo attivo e di poter avviare delle realtà produttive capaci di reggere il confronto con i colleghi maschi e, soprattutto, con il mercato. “Siamo donne intraprendenti – dice Mara Baldo, responsabile dell’associazione Donne in Campo (www.donneincampo.it)– che scelgono di far pesare le proprie idee, i propri progetti, le proprie imprese, e che scelgono di informarsi, formarsi, valorizzarsi e confrontarsi con le altre donne che lavorano e si organizzano nella società. Il corso serve a questo, è uno strumento per favorire una maggiore fiducia in noi stesse, la crescita personale e lo sviluppo delle competenze di base per permettere alle donne di scoprire i loro punti di forza ed essere maggiormente consapevoli” Se l’assessore alle Pari opportunità ha deciso di essere presente al primo incontro del laboratorio formativo è perché è la prima volta, in Trentino, che si organizza un’iniziativa formativa rivolta alle donne che lavorano in agricoltura con un taglio imprenditoriale. Il laboratorio (20 ore articolate in cinque incontri) affronta temi generali, quali la condizione della donna in agricoltura, ma anche più specifici, quali il piano d’impresa come strumento di governo dell’azienda agricola, la multifunzionalità dell’azienda agricola, gli aspetti giuridici nei rapporti lavoratici e patrimoniali tra coniugi o conviventi nell’azienda agricola, lo sviluppo delle opportunità di mercato legate al prodotto tipico e all’accoglienza presso fattorie didattiche, aziende agricole e agrituristiche.Temi sui quali le donne che lavorano in agricoltura avranno modo di tornare il prossimo 3 dicembre in occasione di una giornata di riflessione promossa per dare visibilità alla loro presenza ed alle loro proposte.

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