NOMINA DI CAROLIN MARTINO A PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA DELL’AGLIANICO..


La nomina, per la prima volta in Basilicata, di una donna (Carolin Martino) a presidente del Consorzio di tutela dell’Aglianico doc del Vulture, è un fatto storico perché sfata il "luogo comune" che il vino - specie il più "nobile" in quanto il simbolo del "made in Basilicata" è quello che riesce a garantire maggiore reddito ai vitivinicoltori - è un "affare per uomini". E’ il commento di Matilde Iungano, presidente di Donne in Campo-Cia Basilicata, che aggiunge: "Martino insieme a Suriano, ‘simbolo’ della fragola candonga del Metapontino, raggiunge un prestigioso traguardo che è motivo d’orgoglio per tutte le imprenditrici agricole lucane e ci incoraggia a proseguire nell’impegno di valorizzazione dell’imprenditoria femminile".

"In Basilicata, secondo una tendenza che si va consolidando -aggiunge Iungano- è in corso da diversi anni un percorso di crescita delle donne al timone di aziende, agriturismi, fattorie sociali, attività di trasformazione dei prodotti alimentari come di prestigiose aziende vinicole. Aumenta la capacità delle donne di fare impresa agricola e, insieme, sale la necessità di una partecipazione attiva e diretta alla rappresentanza dei loro bisogni. L'incidenza delle donne nelle aziende agricole lucane va oltre il 33 per cento, valore al di sopra della media nazionale (30,1 per cento).

L'agricoltura "in rosa"punta anche ai settori più innovativi come biologico, produzioni di nicchia Dop e Igp e vitivinicoltura, creando agriturismi, fattorie didattiche e fattorie sociali, agri-asili e agri-nidi. In particolare l'associazione segnala che, insieme al commercio, è proprio l'agricoltura il settore produttivo dove il tasso di 'femminilizzazione' è più elevato.

Le aziende al femminile dunque -evidenzia Iungano- tengono la crisi e per questo motivo è fondamentale che nel nuovo Psr venga promossa l’imprenditoria femminile agricola, come in generale il ricambio generazionale, e sostenerla nei processi di innovazione. Riguardo al cosiddetto processo di modernizzazione dell’agricoltura, caratteristica specifica è la sostenibilità economica e sociale delle aziende agricole femminili che producono tanti dei prodotti di eccellenza orgoglio del ‘made in Italy’ e che si distinguono per una particolare sensibilità ambientale, di tutela del territorio e delle tradizioni rurali".

Di qui la proposta di Donne in Campo-Cia: per valorizzare l’imprenditorialità e il protagonismo femminile nelle imprese agricole e migliorare la condizione della donna in agricoltura, soprattutto nelle zone rurali, è necessario un sottoprogramma del nuovo Psr (2014-2020) che contenga incentivi diretti a imprese innovative e multifunzionali di cui le donne sono titolari.

Donne in Campo Basilicata, infine, sottolinea che anche dalla nuova Commissione Pari Opportunità del Consiglio regionale le donne delle organizzazioni professionali agricole sono escluse e rivendica una maggiore iniziativa degli organismi delle Camere di Commercio anche attraverso l’istituzione di un "Forum delle imprenditrici lucane".

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