RESOCONTO V FESTA REGIONALE DI DONNE IN CAMPO


A Siena, Sabato 3 e domenica 4, si è svolta la V Festa regionale di Donne in Campo dal titolo “l’Agricoltura va in città”.

Un programma ricco e variegato quello che ha contraddistinto le due giornate, nello scenario bello e accogliente che la città ha offerto con la sua naturale eleganza. Un susseguirsi d’iniziative che hanno roteato come gli altri anni attorno al Mercato, dove le imprenditrici hanno promosso e venduto in abbondanza i loro prodotti, raggiungendo un obiettivo d’incassi da non sottovalutare. Un traguardo economico che, data la permanente difficoltà dell’Agricoltura e l’obiettivo di salvaguardare il reddito, certo non è dispiaciuto alle imprenditrici; anzi ha rappresentato un indicatore assai importante del successo di questo primo fine settimana di settembre.

Due giornate dove l’agricoltura, i suoi valori, le sue tradizioni e le donne cittadine di questo mondo si sono messe ancora una volta al centro dell’attenzione con l’orgoglio delle proprie idee, dei propri progetti, dei propri prodotti materiali e immateriali, alimentari e non.

Un Sabato intenso dove, al Dibattito nell’Enoteca di Siena, tempio del vino di qualità, si sono susseguite le esperienze, i progetti, le idee ed i problemi di quella che è la voce di una significativa rappresentanza dell’Agricoltura Toscana e Senese. Dal Presidente dell’Enoteca Tartarini, a quello della CIA provinciale Bartolini, regionale Pascucci, dall’Assessore alla pace del Comune di Siena a quella dell’agricoltura Susanna Cenni, alla Presidente dell’ONILFA (Osservatorio nazionale per l’imprenditoria e il lavoro femminile in agricoltura ) Veronica Navarra, all’Assessore provinciale alle Pari Opportunità. Presenze decisive e importanti che hanno interloquito con ricchezza di spunti e di idee con la tematica scelta per il Convegno, ossia “Le imprenditrici agricole tra competizione e solidarietà”. Una solidarietà rivolta concretamente, per l’occasione, a donne della Palestina della città di Jenin e rappresentata, nei suoi obiettivi, da un imprenditrice agricola, Corinna Vicenzi, attivissima nell’Associazione Donne in Nero/sezione di Grosseto e impegnata fortemente in termini di solidarietà in tante parti del mondo e in particolare appunto in Palestina. Una competizione, quella delle agricoltrici soprattutto con se stesse per farcela; raccontata con ricchezza di particolari da Anna Maria Dini Presidente dell’Associazione Toscana che ha dato il senso dell’attività di Donne in Campo, attraverso gli impegni e i traguardi negli anni recenti intrecciati alle storie di successo di tante imprenditrici toscane; da Anna Stopponi coordinatrice dell’Associazione di Siena e poi da ultimo riraccontata e ripresa nelle conclusioni da Paola Ortensi, Presidente Nazionale di Donne in Campo che ha allargato la riflessione, partendo dalla Toscana e “usando” la Toscana ed il livello molto alto e di successo dell’impegno femminile della regione, al resto d’Italia.

La giornata poi, attraverso un filo ideale che vuole coniugare sempre le parole ai fatti, ha visto la presentazione del libro di cucina di Lia Galli, imprenditrice di Bibbona (Li) e poi l’evento serale “Canapa, lana e seta …..un filo che viene dalla terra”.

La sfilata, aperta da due abiti antichi di seta Calabrese, portati da Rosetta Furfari, imprenditrice e maestra della seta di Reggio Calabria (ospite speciale di questa edizione della Festa di Donne in Campo), che ha anche messo in mostra tanti altri manufatti compresi i bozzoli della sua seta; è continuata con i tantissimi abiti del laboratorio Milletrame di Stefania e Luana che, dietro i loro abiti, possono anche raccontare del campo di canapa che fa da sfondo ai loro tessuti, proponendo un matrimonio vincente tra agricoltura e artigianato.

I modelli di Milletrame, presentati all’inizio con abiti per l’infanzia indossati in modo efficace e divertente da bambini consapevoli della loro eleganza naturale, hanno percorso, si può dire con tanti modelli, l’abbigliamento legato alla vita quotidiana e a eventi speciali. Dalla biancheria intima, alle camice sportive, alle giacche femminili e maschili per una giornata in libertà, agli abiti eleganti fino a due stupendi abiti da sposa ed altro ancora. Il tutto in uno sfondo di bianco e avana di diverse tonalità ed alcuni azzurri, nocciola, frutto ovviamente di tinture naturali. Tinture naturali protagoniste anche degli scialli di lana e seta tessuti a mano da Anne Marjatta Heliste, che aggiunge questa attività così speciale al suo lavoro d’imprenditrice agricola dell’azienda Il Coccolano, dove con la sua famiglia alleva ovini, fa formaggi, produce olio e gestisce un accogliente agriturismo. “Un filo che parte dalla terra” il titolo della sfilata che bene ha accompagnato l’evento che ad essa si è intrecciato con indubbia armonia, ossia l’asta di prodotti agricoli e non solo per raccogliere fondi per le donne di Jenin. L’Asta, battuta con magnifica professionalità dal direttore dell’Enoteca di Siena Fausto Virgilio, alla presenza di diverse autorità locali, come l’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Siena, Claudio Galletti, riguardava circa trenta lotti di prodotti delle imprenditrici che hanno dato vita al mercato e anche di più. Da oli e vini pregiati come il Brunello di Donatella Cinelli Colombini, che ci piace citare perché ha voluto partecipare anche perché Assessore del Comune di Siena, oltre che viticultrice di successo, a una collana, a una coperta fatta a mano ad un decanter di vetro molato e altro.

Dare il senso di come, ancora una volta sottobraccio alle imprenditrici agricole della Toscana, l’Agricoltura sia andata in città con successo, sicuramente non è facile. Forse bisognava essere lì per capire quanto indovinato sia stato il programma complesso e, per dirla con una parola molto nota, capace di evocare la multifunzionalità dell’agricoltura. Ma quello che è certo è che il successo c’è stato e che il racconto, seppur breve, speriamo porti al prossimo appuntamento tante presenze nuove, innanzitutto d’imprenditrici di altre regioni.

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