TRENTO: “UNA RAPPRESENTANTE FEMMINILE NEL TAVOLO VERDE”


Da un comunicato stampa della Provincia di Trento:

Ma le “agricoltrici” che donne sono? Per scoprirlo occorre prima accorgersi di loro, sapere che ci sono, che contano e vogliono contare. Perché, in silenzio, hanno sempre contato e perché sanno di poter dare all’agricoltura un valore aggiunto fatto di creatività, fantasia, idee nuove e professionalità capaci di fare sintesi tra il patrimonio del territorio e gli stimoli provenienti dal mercato. L’agricoltura, specie quella di montagna che costa di più e dà meno, deve molto a loro. Oggi si parla di multifunzionalità delle aziende agricole (agriturismo, fattorie didattiche…) dimenticando che le agricoltrici da sempre hanno sostenuto il lavoro nei campi (e il reddito familiare) integrando il bilancio aziendale con attività parallele e servizi che hanno contribuito non solo a migliorare la qualità della vita degli agricoltori ma anche alla conservazione delle stesse comunità rurali. Ed allora perché non riconoscere loro maggiore visibilità e potere decisionale, favorendo una più sostanziale parità nella proprietà delle aziende nonché una più equa partecipazione alle attività ed alla gestione delle stesse? Questioni di cui le donne dell’agricoltura hanno iniziato a parlare, confrontandosi al di là delle culture politiche e delle appartenenze sindacali, grazie al Tavolo costituito dall’Assessorato provinciale alle pari opportunità al quale partecipano le rappresentanze femminili di Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura. Un gruppo di lavoro che, convocato dall’assessore Iva Berasi, si è riunito anche ieri. Prima richiesta: una rappresentanza femminile nei luoghi di decisione istituzionale, a partire dal Tavolo Verde. Seconda richiesta: trovare risorse all’interno del nuovo Piano di sviluppo rurale per le aziende agricole condotte da donne.L’obiettivo è quello di iniziare un percorso di sostegno alle donne che nel nostro territorio si dedicano all’attività agricola per consentire loro di avere quella visibilità che spesso manca, nonostante il forte impegno e la centralità della loro attività per il mondo agricolo, nonché per valorizzare il ruolo femminile nel mondo rurale.“La presenza femminile in agricoltura – ha ricordato l’assessore Berasi - oltre a rivestire un importante tassello a livello di produzione agricola, svolge una funzione essenziale per mantenere vivo il territorio rurale. Se le donne se ne vanno dalla campagna, l’agricoltura muore. Impegnarsi per sostenere la presenza femminile in tale settore è dunque fondamentale per promuovere uno sviluppo locale dove ambiente, biodiversità, patrimonio culturale e qualità della vita siano parole chiave”.Un primo impegno che il gruppo di lavoro ha deciso di portare avanti riguarda la richiesta di una rappresentanza femminile nei luoghi di decisione istituzionale a partire dal Tavolo Verde. Non solo: “All’interno del Piano di sviluppo rurale provinciale – ha affermato l’assessore Berasi - vanno trovate risorse per le aziende condotte da donne”. E proprio sul Piano di sviluppo rurale, illustrato all’incontro da Daniela Zecca del Dipartimento agricoltura e alimentazione, le donne dell’agricoltura trentina hanno iniziato a confrontarsi e ad elaborare progetti che possano trovare se non nel Piano, ormai approvato nella sua versione definitiva, almeno nelle delibere attuative opportunità di finanziamento. Un argomento del quale la stessa assessore Berasi ha fatto sapere di voler coinvolgere il collega assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini.Attualmente le donne rappresentano un terzo (37 per cento) della popolazione agricola attiva europea. Le troviamo presenti specialmente in attività innovative, come ad esempio nell’agriturismo, nelle fattorie didattiche, nel settore biologico, nelle produzioni di nicchia, nell’ortofrutta e nella vitivinicoltura, dove sono sempre più apprezzate (non a caso è una donna ad aver ottenuto lo scorso anno, ed è la prima volta, il titolo di miglior sommelier italiano). Sebbene il numero delle aziende agricole in rosa sia in crescita, ad oggi solo un’azienda su sei in Trentino è diretta da una donna e la maggioranza di queste sono di piccole dimensioni. Tra le imprese registrate all’Archivio provinciale delle imprese agricole, si contavano alla fine dello scorso anno 1.244 imprenditrici, il 13,8 per cento del totale. Numeri che danno conto di come esista una “questione femminile”, nel senso di pari opportunità negate, anche nel mondo agricolo, ma certo non svelano l’effettivo peso che le agricoltrici hanno in questo importante comparto.

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